Giganti. Bianchi. I Bianchi Giganti che osservano dall’alto della loro maestosità.
L’inverno. Le vette. Le vette innevate che illuminano attraverso il loro fragile candore. Maestosità e delicatezza. Stabilità e fragilità. Nero e bianco. Maschile e femminile. Nell’inverno le vette mostrano i loro lati estremi. Innamora questa vista di nette opposizioni.
È un richiamo. Tanto forte quanto l’aria che entra nei tuoi polmoni. Fredda. Gelida. Spietata. Ossigeno puro. Lo respiri lì, sei consapevole di quanto bene possa fare al tuo corpo e al tuo spirito. Nonostante ti faccia vibrare per l’immensa potenza con cui arriva. Ma ami e respiri tutta questa meraviglia.
È l’adorazione profonda per queste vette che ti riporta, come un pellegrino in preghiera, ad onorarle. Ogni volta in modo differente; tranquillo, amareggiato, felice, svogliato. Ogni volta porti nel tuo zaino una nuova scoperta e una nuova sensazione o mille magari.
Preghi e ringrazi per lo splendido spettacolo che Madre Natura riesce ad offrirti in ogni stagione. E d’inverno vivi il bianco, il nero, il gelo e il sudore con tutti i sensi. Profondamente. Sei in ogni tuo passo, in ogni passo che dolcemente si posa su una coltre bianca.
Me lo ricorda Messner: “Le alte montagne sono per me un sentimento”.
Queste montagne, questi luoghi, questi cambi di colori col cambio delle stagioni, queste piante e questi fiori, questa neve e questa pioggia sono i sentimenti d’amore che ognuno dovrebbe provare, sentire, assaporare.
Io me ne sono innamorata e ne decanto le bellezze.Tu dovresti provare. Profondamente.